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Skilling, Upskilling, Reskilling

3 processi di investimento per lo sviluppo professionale

Il mondo del lavoro non sta più cambiando, è già cambiato e lo farà con una frequenza sempre maggiore, per questo è richiesta una maggiore flessibilità, adattabilità e capacità di affrontare gli impegni professionali che mutano con il trasformarsi delle necessità del business, qualunque esso sia. Il paradigma del lavoro statico non esiste più, ora diventa la priorità è saper adattare il sapere, il saper fare e il saper essere a seconda delle esigenze che ci troviamo ad affrontare in una prospettiva di continua formazione.

L’importanza del miglioramento continuo

 

Spesso, nelle puntate precedenti, ho parlato dell’importanza del miglioramento continuo, della necessità di formazione, di quanto sia indispensabile sviluppare le nostre skill e crescere per raggiungere i nostri obiettivi e  Ma come sempre è bene sapere in ogni momento della carriera di quale tipologia di formazione abbiamo bisogno, altrimenti rischiamo di non prendere il sentiero che ci porterà alla nostra meta, con ripercussioni sul nostro senso di autoefficacia, e di soddisfazione lavorativa. Sono convinta che la formazione sia un momento di crescita, a mio avviso ogni persona dovrebbe formarsi durante la propria vita, sia che lavori in un’azienda, o che sia un libero professionista, con o senza collaboratori, o un imprenditore. Questo perché se è vero che viviamo per raggiungere i nostri scopi allora ci è indispensabile formarci quando vogliamo iniziare un nuovo lavoro, quando vogliamo crescere nel ruolo che stiamo ricoprendo, quando vogliamo intraprendere un nuovo percorso professionale in azienda, ad esempio come libero professionista o imprenditore. In ogni situazione essere e sentirci adeguatamente formati ci permette di farci trovare pronti nell’affrontare nuove sfide, abbassando i livelli di stress negativo e ci consente di vivere quell’opportunità con soddisfazione.

Le skill del lavoro

 

Secondo il World Economic Forum 2020  entro il 2030 circa un milione di lavoratori avranno bisogno di rivedere le proprie skill per adattarsi ai nuovi modelli di mercato. Inoltre, analizzando le abilità più richieste in diversi settori dal 2015 al 2020, è emerso che la domanda di “abilità interpersonali” è in netto aumento. Quindi non parliamo solo di skill legate ai settori della scienza e della tecnologia, ma anche di soft skill, come la capacità di relazione e interazione con gli altri, qui nel podcast già all’inizio del 2020 ho dedicato una puntata per ogni soft skill fondamentale da sviluppare, puoi recuperarle velocemente dalla playlist che pubblicherò nell’approfondimento sul canale gratuito di Telegram.

Come sempre, secondo me, il processo che porta a valutare quale tipologia di formazione è utile abbracciare inizia dall’analizzare la propria situazione attuale e definire l’obiettivo o gli obiettivi nel medio e lungo termine si vogliono raggiungere, per poi stabilire un lasso di tempo che ci occorre per raggiungerlo, con una data di scadenza precisa. Una volta definito l’obiettivo il compito della formazione è quello di aiutarci a colmare il gap delle competenze, cioè la differenza che c’è tra il livello di conoscenze attuali e quelle desiderate.

Skilling, Upskilling, Reskilling

 

Vediamo di quali tipologie di formazione possiamo avvalerci in base all’obiettivo che vogliamo raggiungere. Ci sono 3 tipologie da tenere in considerazione:

1.Skilling

 È la formazione quotidiana che ci permette di essere efficaci ed efficienti nel lavoro di tutti i giorni. Questo tipo di formazione deve essere presente in ogni persona perché oltre a fornirci conoscenze su come portare avanti il nostro lavoro, ci aiuta ad allenare un approccio flessibile nei confronti delle mansioni da svolgere, aiutandoci a valutare nel minor tempo possibile quando è utile modificare approccio e metodo in ciò che stiamo facendo oggi e che può non funzionare più domani. In questa tipologia di formazione allora ricade lo sviluppo di abilità che ci permettono di gestire al meglio il tempo, la produttività, e le soft skill. Se praticato ogni giorno ci aiuta a far diventare “il miglioramento continuo” uno stile di vita. Secondo il Report del Futuro del Lavoro del World Economic Forum del 2020 si prevede che il 40% delle competenze di base del lavoratore attuale cambierà nei prossimi 5 anni.

2.Upskilling

 Significa migliorare le competenze, è il processo di formazione attraverso il quale è possibile accrescere abilità e conoscenze o apprenderne di nuove legate al proprio campo di lavoro e nel quale si ha già esperienza. Quindi ci è utile quando vogliamo migliorare delle competenze che già possediamo e che ci consentiranno di crescere nel ruolo attuale e portare valore aggiunto al nostro lavoro. Ma è anche la tipologia di formazione utile a chi è in cerca di lavoro. In questa tipologia di formazione, a seconda della situazione, ad esempio è possibile frequentare corsi online, su competenze specifiche nel proprio campo e migliorare così il proprio curriculum da inviare. Una ricerca di LinkedIn Learning sulle priorità L&D (Learning & Development) nel 2021: il 59% dei partecipanti ha indicato l’Upskilling tra le attività più importanti per la strategia formativa aziendale, il 15% in più rispetto a solo 6 mesi prima.

3.Reskilling

 Significa riqualificare le competenze, è il processo di formazione attraverso il quale si sviluppano abilità e conoscenze nuove, che ci permettano di andare a ricoprire una tipologia di ruolo differente all’interno dell’azienda per cui si lavora, questo si rende necessario quando ad esempio l’evoluzione tecnologica o cambiamenti nel business hanno reso le mansioni svolte finora obsolete. Secondo il Report del Futuro del Lavoro del 2020, del World Economic Forum, il 50% di tutti i dipendenti dovrà essere riqualificato entro il 2025. Ma ampliando lo sguardo questa è la tipologia di formazione per chi vuole intraprendere una tipologia di lavoro diversa, pensiamo ad esempio anche chi da lavoratore dipendente vuole diventare un libero professionista. Quindi questa tipologia di formazione ci permette di accedere ad opportunità completamente diverse da ciò che abbiamo fatto finora.

Ricapitolando

 

Mentre la prima tipologia di formazione, Skilling, è possibile vederla come l’allenamento quotidiano in palestra che ci aiuta a mantenerci in forma, la differenza tra l’Upskilling e il Reskilling è il punto di partenza, voglio migliorare o voglio cambiare, questa decisione sarà decisiva per la corretta costruzione delle attività di formazione da intraprendere e determineranno il raggiungimento o meno del nostro obiettivo.

Tu quante ore al giorno dedichi alla formazione che abbiamo chiamato Skilling? E di quale tipo di formazione hai bisogno per affrontare le sfide di domani, l’Upskilling o il Reskilling?

Se vuoi iniziare a ragionarci su, nei prossimi giorni nel canale gratuito Telegram di Psicologia a Lavoro! troverai ulteriori approfondimenti.

Se non sei ancora iscritto al canale basta seguire questo link per accedere gratuitamente al canale.

In generale, a prescindere dal lavoro che svolgi essere un professionista dedito al miglioramento continuo, pronto a migliorare o reinventarsi in modo rapido e flessibile è l’investimento che ti permette di vincere le sfide del futuro e ti darà l’opportunità di aprirti a nuove strade e crea migliori opportunità, alcune che non hai nemmeno mai immaginato.

Autrice

Dr. Valentina Patacca

Psicologa del Lavoro e autrice del podcast Psicologia a Lavoro!

AUTRICE